Si tratta di un ciclo di 10 incontri, realizzati a Bolzano tra il 2002 e il 2005, che hanno avuto per oggetto alcuni dei complessi problemi legati al tema delle donne e del lavoro e hanno mirato alla diffusione nel territorio di una cultura attenta al
genere. La condizione lavorativa delle donne è a tutt’oggi un tema importante su cui si misurano politiche europee, nazionali e locali per il raggiungimento di obiettivi concreti. La U.E., ad esempio, ha posto entro il 2010 l’obiettivo di raggiungere un livello di occupazione femminile pari al 60%, ma per raggiungere tale meta è necessario scalfire alcuni ostacoli socio-culturali che spesso rendono molto problematico il rapporto delle donne con la propria condizione professionale.
Parlare di “
genere come cultura” significa sottolineare che si tratta di una dimensione presente in quello che viviamo quotidianamente, in quello che facciamo e diciamo, un modo di essere che ci accompagna, che ci caratterizza e ci appartiene. Troppo spesso però, all’interno di questo contesto, ci si muove tra stereotipi e luoghi comuni e i molteplici interventi e progetti dedicati a questi temi non sempre sono supportati da una consapevole e corretta conoscenza dell’argomento.
Ad esempio, non si conoscono in modo approfondito né le problematiche relative al rapporto delle donne con il lavoro retribuito per il mercato [dimensioni che non riguardano in modo esclusivo la donna, ma investono più in generale la dimensione del sociale], né si conoscono a fondo il sapere e la conoscenza che si sono prodotte negli anni sul tema, e che hanno portato, e portano, la società verso cambiamenti significativi.
Il ciclo “IL
GENERE COME CULTURA” ha rappresentato, dunque, per il territorio altoatesino un’occasione significativa per un approfondimento del tema “donne e lavoro”, che ha permesso di sviluppare sul territorio competenza e professionalità in materia.
Il filo rosso che ha unito gli incontri è rappresentato dallo spirito che li ha sorretti: si è trattato, cioè, di momenti che, oltre a possedere una matrice informativa, hanno inteso stimolare lo scambio e il confronto. Ogni incontro si è strutturato sulla base di un canovaccio comune che mirava a dar voce a diverse realtà: all’interno di un quadro teorico e concettuale di riferimento ogni seminario ha inteso, da un lato, far emergere i tratti e le caratteristiche delle dimensioni trattate, e dall’altra, è giunto alla traduzione delle stesse in ipotesi e spunti progettuali, attraverso lo scambio critico e costruttivo reso possibile dai racconti delle esperienze locali che i diversi attori territoriali hanno di volta in volta riportato.