GOVERNO PRODI: ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA PRESENZA FEMMINILE
La redazione ringrazia riconoscente: abbiamo raggiunto il 62,5% di rappresentanza per quanto riguarda i ministeri senza portafoglio. Il fatto che la percentuale su quelli con il portafoglio sia del 5,8% è, naturalmente, del tutto irrilevante, e che sul totale dei ministeri le donne siano al palo del 24% è del tutto naturale.
Per saperne di più potete leggere le seguenti pagine web:
L'amaca di Michele Serra - La Repubblica 19 maggio 2006
"Nel suo discorso di insediamento, in un passaggio davvero folgorante per sincerità e chiarezza, Romano Prodi ha finalmernte spiegato all'intera Nazione perchè servono le cosiddette quote rosa. "Non c'è niente da fare - ha detto in sostanza il premier - la buona volontà non ci mancava, avevamo le migliori intenzioni. Ma senza regole che ci costringano a dare spazio alle donne, da soli non ce la faremo mai".
Perfetto: il rapporto tra i maschi e il potere viene giustamente descritto come quello tra gli alpini e la grappa, tra il viveur e la cocaina, tra l'avvoltoio e la carogna. Droga. Pura droga. E da drogati che hanno finalmente preso coscienza, i maschi di potere, per bocca di Prodi, ammettono di avere bisogno di metodi coercitivi per riuscire a smettere. Chiedono aiuto. Una specie di San Patrignano per tossici da ministero, con leggi severissime che costringano il poltronaro a cedere la sua poltrona a una signora. Sollevandolo con l'argano, schiodandolo con attrezzi di carpenteria, e se serve sparandogli da distanza di sicurezza una dose di calmante, come si fa, a fin di bene, con i rinoceronti dei documentari. Altro mezzo non è noto. A mali estremi, estremi rimedi".
Ringraziamo Michele Serra, da sempre attento e solidale commentatore delle nostre alterne fortune, perchè l'esercizio del potere non è solo prevaricazione ma anche inadeguatezza, e spesso non ce lo ricordiamo. E poi perchè abbiamo molto riso.
Redazione Rete donne-lavoro
18/5/2006