
Prendendo come riferimento la moglie di Einstein, Mileva Einstein-Maric, l’autrice analizza dei paralleli con la vita di altre donne geniali, per mettere in luce i loro meriti, le loro lotte, la loro sofferenza, per evitare di dimenticarle.
Vorrebbe mostrarci la vita, opera e il pensiero di queste donne spesso dimenticate e trascurate, le condizioni di vita e lavoro entro le quali operavano, i loro momenti di gioia e di dolore. Vorrebbe risvegliare la nostra empatia, permettere un sentimento di identificazione, risvegliare un nostro amore per queste artiste, che sono scomparse così velocemente dalla nostra vita culturale, anche se ai loro tempi erano conosciute e famose.
Vorrebbe risvegliare in noi anche un sentimento di empatia per le artiste contemporanee, sensibilizzarci per la loro arte e le loro possibilità di successo, laddove ancora oggi manca un’atmosfera di incoraggiamento, interesse e ammirazione verso le donne artiste.
La linguista e psicanalista Senta Trömel-Plötz (nata nel 1939 a Monaco), ha introdotto nel 1978 con il suo lavoro „Linguistik und Frauensprache“ la tematica del linguaggio femminile nella ricerca scientifica tedesca. Nelle sue opere si occupa soprattutto di ricerche sul linguaggio femminista. Vive da tanti anni come ricercatrice e autrice negli Stati Uniti (Lancaster, Pennsylvania).
Le sue „Wortstücke“, un nuovo
genere letterario sviluppatesi negli ultimi anni, si possono essere considerate un misto tra ricerca scientifica, essay e testo letterario, in cui Senta Trömel-Plötz tratta la vita e le opere di donne geniali.
Pubblicazioni
Frauensprache: Sprache der Veränderung (1982)
Gewalt durch Sprache: Die Vergewaltigung von Frauen in Gesprächen (1984)
VaterSprache MutterLand (1992)
Frauengespräche: Sprache der Verständigung (1996).