Tra tutte le differenze con cui quotidianamente abbiamo a che fare, la prima e la più immediata è la diversità di
genere. Eppure essa è spesso data per scontata e si pone come una sorta di “evidenza non vista”, mentre è importante per la valorizzazione delle potenzialità di ogni persona e per un completo sviluppo della società e dell’economia, fare attenzione ai processi che portano alla costruzione delle identità di
genere. La ricerca “
Genere e percorsi formativi”, promossa dall’IPRASE, assieme alla Commissione comunale per le pari opportunità e alla Commissione provinciale per le pari opportunità tra uomo e donna, propone per la prima volta all’attenzione del mondo della scuola il tema delle diversità tra maschi e femmine, con particolare riferimento al ciclo primario e secondario di primo grado. In essa si analizzano i modi con cui il
genere - ossia il modello culturale che definisce il nostro “essere uomo” o “essere donna” - viene trasmesso nei processi formativi, si espongono le opinione di docenti, dirigenti ed esperti sulle relazioni e sulle modalità di insegnamento e di apprendimento di maschi e femmine, si individuano alcuni stereotipi persistenti, si segnalano
buone pratiche e prospettive di riflessione e attività. L’indagine restituisce, inoltre, un quadro quantitativo della presenza femminile e maschile nel mondo della scuola e presenta alcuni approfondimenti su tematiche cruciali quali l’
orientamento e l’educazione alla relazionalità e alla sessualità. L’orizzonte in cui si colloca la ricerca è quello della problematicità, in quanto indagare sull’appartenenza di
genere chiama immediatamente in causa il vissuto di ognuno: è tuttavia dalla continua autoriflessione e messa in gioco personale che scaturisce un’autentica azione educativa.