"Riforma Biagi": in vigore dal 24 ottobre 2003
Nel nostro paese i lavoratori atipici sfiorano i 5 milioni, di cui, secondo i dati forniti dal Rapporto Ires del 2003, 2 milioni e 400 mila co.co.co e 1 milione 580 mila lavoratori a termine. In questo quadro complessivo, la figura del lavoratore atipico si sta definendo sempre più come lavoratrice (cresce infatti la percentuale delle donne). La "riforma Biagi", quindi, ha una particolare importanza proprio per la carriera lavorativa delle donne: il numero delle lavoratrici, la cui percentuale in Italia è ancora ben lontana dall' obiettivo del 60% posto dall'UE per il 2010, è destinato a crescere, ma, all'interno di tali contesti, quali garanzie professionali, e, ancora di più, quale nuovo significato si potrà dare al lavoro, sia in senso individuale che collettivo?
Il rischio sembra essere quello di muoversi in un ambito con pochissime garanzie e in cui il livello di instabilità e insicurezza soggettivi sono ancora più accentuati.
Per leggere un estratto della conferenza stampa che si è svolta presso la Ripartizione provinciale del Lavoro
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