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Conciliare famiglia e lavoro: una necessità anche (e soprattutto) in tempo di crisi

Appena pubblicata sul sito dell’AFI-IPL una sezione dedicata interamente alle problematiche della conciliazione famiglia e lavoro. Potrebbe sembrare anacronistico approfondire questo tema proprio in un periodo di crisi. Ma gli ultimi dati occupazionali ci dicono che sono soprattutto gli uomini occupati nell’industria a perdere posti di lavoro per la crisi, e quindi sono proprio le famiglie che in passato sono riuscite a conciliare al meglio famiglia e lavoro, ovvero quelle dove anche la donna lavora, a risentire meno dell’attuale congiuntura economica. Sul sito dell’AFI-IPL sono raccolte in una specifica sezione una serie di informazioni utili e tanti spunti di riflessione su questa tematica, evidentemente più che mai attuale.
La nuova sezione sulla homepage dell’AFI-IPL dedicata alla conciliazione famiglia-lavoro raccoglie in 9 sotto-sezioni delle informazioni pratiche riguardanti:
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La tutela della maternità e i congedi parentali
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I contributi monetari per le famiglie (statali, provinciali e regionali)
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I servizi di cura per la prima infanzia
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Le misure per conciliare famiglia e lavoro in azienda.

Inoltre, sono stati raccolti gli ultimi dati sull’occupazione femminile in Alto Adige ed in-formazioni sul differenziale retributivo di genere (in inglese “gender pay gap”). Viene altre-sì presentata una breve storia delle pari opportunità in Italia ed in Europa.
Conclude la sezione un capitolo dedicato ai differenti modelli di conciliazione: in diversi paesi europei si assiste – infatti - ad una serie di riforme che erodono lentamente il tradizio-nale modello familiare che vede il padre occupato a tempo pieno e la madre che si occupa dei figli e della casa rinunciando temporaneamente o definitivamente al lavoro (modello male breadwinner), con l’espansione dei congedi parentali (anche paterni), ed un forte sviluppo dei servizi di cura (asili nido, microstrutture ecc. per bambini fino a tre anni).
L’elemento dell'occupazione femminile è uno dei principali ambiti in cui l’Unione europea svolge un ruolo trainante per garantire le pari opportunità. Il mondo femminile costituisce, ormai, un importante bacino di risorse umane per un mercato del lavoro che ha sempre più bisogno di qualità e innovazione. E’ quindi indispensabile intervenire e rimuovere tutti gli ostacoli che di fatto impediscono il raggiungimento dell’eguaglianza sostanziale tra uomini e donne.
Gli ultimi dati occupazionali rilevano che sono soprattutto gli uomini (occupati nell’industria) a rimanere disoccupati a seguito della crisi, e quindi sono proprio le famiglie che in passato sono riu-scite a conciliare al meglio famiglia e lavoro quelle che meno risentono dell’attuale congiuntura econo-mica. Bisogna, quindi, promuovere strumenti in grado di garantire una sempre miglio-re conciliazione tra vita privata e vita professionale (anche per gli uomini), anche e so-prattutto in questo periodo di crisi, affinchè le donne occupate possano divenire un “ammortizzatore sociale” capace di garantire un reddito alla famiglia in difficoltà.

15/10/2009