lavoro

DI.RE: GLOSSARIO “DI GENERE


Cambia la realtà, cambia il linguaggio.
Cultura di genere, mainstreaming, gender pay gap: parole nuove, che si riferiscono a un modo nuovo di intendere o di pensare la realtà, che descrivono situazioni ed esperienze vere; parole da inventare, tanto da prendere in prestito termini di altre lingue o di altri contesti per nominare il reale che cambia, il nuovo che avanza. Il linguaggio e la realtà cambiano insieme, si influenzano, si rincorrono a vicenda per trovare equilibri sempre diversi; in un mondo in cui ciò che non ha nome non esiste, è fondamentale trovare le parole per dire.
Dalla conferenza mondiale sulla donna (Pechino 1995), alle recenti normative e programmazioni italiane e internazionali relative alle cosiddette Pari Opportunità, è ormai chiaro che la cultura di genere stia diventando il punto di partenza per tutte quelle azioni politiche e sociali volte all’equità, all’uguaglianza, a vantaggio e beneficio, indistintamente, di uomini e donne.
A oggi molta strada è stata percorsa e molta è da percorrere ancora.
Per orientarsi in questo nuovo linguaggio, che è il segno di un cambiamento culturale all’interno del quale ci troviamo protagoniste e protagonisti, può essere utile avere a portata di mano un GLOSSARIO, che ci aiuti a comprendere e spiegare meglio il significato di “genere” e come questo possa cambiare, in meglio, il futuro di tutti.

 
Le principali fonti utilizzate sono:

  • Commissione Europea, 100 parole per la parità. Glossario dei termini sulla parità tra le donne e gli uomini
  • Glossario del sito www.afi-ipl.org
  • Confartigianato DonneImpresa, Glossario di termini sulla parità tra gli uomini e le donne
  • ISFOL, Glossario dei termini relativi alle politiche comunitarie dei Fondi Strutturali


B

Bilancio di genere / Gender budgeting


Analisi delle entrate e delle uscite di un bilancio pubblico valutandone i possibili diversi effetti sulla componente maschile e sulla componente femminile della popolazione.


C

Contratto sociale in base al sesso – Gender contract


Un insieme di regole implicite ed esplicite che disciplinano le relazioni donne-uomini e che attribuiscono diverso lavoro e valore, diverse responsabilità e obblighi agli uomini e alle donne. Esso interviene su tre livelli: la sovrastruttura culturale (le norme e i valori della società), le istituzioni (la famiglia, il sistema sociale, quello educativo e quello lavorativo) e i processi di socializzazione soprattutto nell’ambito della famiglia.


D


Dati disaggregati in base al sesso


La raccolta e la classificazione di dati e di informazioni statistiche per genere al fine di consentire un’analisi comparativa/un’analisi di genere.


Dati statistici disaggregati per sesso

La raccolta e la classificazione di dati e informazioni statistiche in base al sesso per consentire un’analisi comparativa, può essere denominata anche statistiche disaggregate per genere.

Differenziale retributivo di genere – Gender Pay Gap

La differenze tra la retribuzione media degli uomini e quella donne imputabili sia alla segregazione occupazionale (orizzontale e verticale) sia alla discriminazione diretta e indiretta.
L’art. 37 della Costituzione recita:
“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione”.

Discriminazione diretta

Trattamento sfavorevole nei confronti di una persona rispetto ad un’altra in regione dell’appartenenza ad un sesso, dell’orientamento religioso, dell’orientamento sessuale, ecc.

Discriminazione indiretta

La discriminazione si dice “indiretta” quando una disposizione, un criterio, una prassi, un comportamento apparentemente neutri possono mettere le persone che professano una differente religione o di ideologie politiche e sindacali diverse, le persone portatrici di handicap, le persone con un orientamento sessuale diverso, in una posizione di particolare svantaggio rispetto ad altre persone (Direttiva del Consiglio 76/207 del 9 febbraio 1976).

E

Empowerment


Il termine è, insieme a "mainstreaming", uno dei concetti chiave lanciati dalla quarta Conferenza mondiale delle donne (Pechino, 1995), organizzata dalle Nazioni Unite.
Empowerment è ormai una parola d’ordine per il movimento internazionale delle donne in generale. Ne sono state tentate le più varie traduzioni: da responsabilizzazione, a rafforzamento, ad acquisizione di potere e/o di forza e/o di autorità. Capire il senso di questo termine è più semplice se si parte dal verbo to empower, cioè dare, o darsi e quindi acquisire, potere. Il sostantivo caratterizza quindi tutte le azioni da cui le donne, e soprattutto le organizzazioni, traggono un aumento della propria forza, del proprio potere, della forza contrattuale in un determinato contesto o nella società in generale. L’empowerment è quindi considerato un obiettivo in sé, una caratteristica che deve accompagnare tutte le rivendicazioni e iniziative, uno strumento per meglio perseguire altri obiettivi. Empowerment è un concetto che è stato elaborato per primo da donne femministe del sud del mondo. Esso significa “attribuire potere” (e responsabilità) alle donne. Potere e responsabilità sono qui intesi non solo nel senso della promozione delle donne nei centri decisionali della società, della politica e dell’economia. Potere e responsabilità propongono prima di tutto un sollecito alle donne ad accrescere la propria autostima, ad autovalorizzarsi, ad accrescere le proprie abilità e competenze. Il potere delle donne, la loro capacità e possibilità di decidere, di essere autonome, di avere voce in capitolo nella famiglia, nella società e nella politica sono un bene in sé e anche uno strumento per realizzare uno sviluppo più equo, una politica più democratica, una società più libera e solidale. (Fonte: “Per un nuovo equilibrio tra lavoro e vita: una rete tra i progetti”, Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna, Roma, 2003)

G

Genere - Gender


Dall'inglese gender, termine che fa riferimento a un sistema di ruoli e di relazioni fra donne e uomini determinate dal contesto sociale, politico ed economico. Il genere è una costruzione sociale e può essere definito come il processo attraverso il quale individui che nascono di sesso femminile o maschile entrano nelle categorie sociali di donne ed uomini.
“E’ un concetto che esprime le differenze sociali tra le donne e gli uomini che sono state apprese. Esse cambiano col tempo e variano all’interno delle singole culture” (Fonte: “100 parole per la parità. Glossario di termini sulla parità tra le donne e gli uomini”, Commissione europea).

M

Mainstreaming di genereGender Mainstreaming


Abbandono di ogni ghettizzazione della politica delle donne, a favore della diffusione di un punto di vista fondato sulla differenza di genere, in tutte le politiche e in tutte le sedi istituzionali e della società civile.

Il termine è, insieme ad "empowerment", uno dei concetti chiave lanciati dalla quarta Conferenza mondiale delle donne (Pechino, 1995), organizzata dalle Nazioni Unite.
Una prima importante definizione di “mainstreaming” a livello governativo viene espressa nel nostro Paese nella Direttiva del Presidente del Consiglio del 7 marzo 1997, "Azioni volte a promuovere l'attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelta e qualità sociale a donne e uomini", dove si legge "Costruire una cultura del mainstreaming - viene affermato nella Direttiva - implica il superamento di qualsiasi ottica settoriale, di qualsiasi idea di "specifico femminile" o di pari opportunità in senso tradizionale, come insieme di azioni specifiche volte a superare situazioni di svantaggio. L'aspetto più innovativo del mainstreaming consiste invece nell'indicare l'esigenza di un'iniziativa trasversale a tutte le azioni di governo". Significa di integrare sistematicamente le priorità e i bisogni rispettivi delle donne e degli uomini in tutte le politiche e in tutte le azioni al fine di sensibilizzare e monitorare gli effetti delle stesse affinchè si raggiunga la parità nei risultati.


P


Parità di retribuzione per lavoro di pari valore – Equal pay for Work of Equal Value


Una pari retribuzione per un lavoro di pari valore è attribuita senza discriminazione a motivo del sesso o dello stato civile in relazione a tutti gli aspetti salariali e a tutte le condizioni retributive.


R

Rapporto di genere – Gender Relations


La relazione e la diseguale distribuzione dei poteri tra le donne e gli uomini che caratterizza un determinato sistema di genere (vedi Contratto sociale in base al sesso).


Ruoli di genere – Gender Roles

Un insieme di modelli d’azione e di comportamento inculcati rispettivamente alle donne e agli uomini e che si perpetuano secondo i meccanismi descritti alla voce “Contratto sociale in base al sesso”.


S

Segregazione occupazionale


Il termine indica una maggiore una concentrazione di donne o uomini in determinati tipi o livelli di attività o occupazione. A causa della segregazione occupazionale del mercato del lavoro, le donne si ritrovano confinate in una gamma di occupazioni più ristretta rispetto agli uomini (segregazione orizzontale) e ai livelli di responsabilità più bassa (segregazione verticale).
L’occupazione femminile continua ad essere molto concentrata in alcuni settori (soprattutto nei servizi e nel tessile) ed in alcune mansioni (mansioni impiegatizie di tipo amministrativo, esecutivo e a bassa qualificazione, nonostante la scolarità femminile sia più elevata di quella maschile), confermando una tendenza alla segregazione occupazionale. “Le donne si concentrano in poche occupazioni, spesso legate a stereotipi sociali e ricalcate da ruoli tradizionali del lavoro domestico e di cura (insegnanti, impiegate, parrucchiere, infermiere, commesse, assistenti sociali, cassiere, ecc.)” (in “La segregazione occupazionale in Italia” di Rosti L. ,2006, Carocci, Roma, p.93)


Segregazione orizzontale

Concentrazione di donne e uomini in particolari settori e occupazioni.


Segregazione verticale

Concentrazione di donne e uomini in determinati gradi, livelli di responsabilità o posizioni.


Soffitto di cristallo (“Glass ceiling”)

Con questa espressione si indica l’esperienza attraverso cui le donne tendono, più degli uomini, a cozzare contro barriere che – come un “soffitto di cristallo”, in apparenza invisibile ma dotato di durezza e consistenza – ostacolano loro l’accesso ai piani più elevati della gerarchia organizzativa, compromettendo le loro prospettive di carriera all’interno delle organizzazioni.


Stereotipi di genere

Insieme rigido e strutturato di convinzioni condivise e trasmesse socialmente per secoli che attribuiscono caratteristiche predeterminate alle persone. Questo processo ordina gli individui in ragione del loro sesso e costruisce ruoli maschili e femminili nell'ambito dell'istruzione, formazione, cultura, mercato del lavoro e comunicazione per cui alle donne viene attribuito lo spazio privato e familiare ed agli uomini quello pubblico e professionale. Si tratta di una visione semplificata dei generi che ha soprattutto penalizzato le donne limitandone le prospettive formative e professionali e che non favorisce la parità ed il pieno inserimento nella vita lavorativa, sociale e familiare.


U

Uguaglianza di genere – Gender Equality


Equità di trattamento tra i generi che può esprimersi sia in una parità di trattamento sia in un trattamento diverso ma considerato equivalente in termini di diritti, vantaggi, obblighi e opportunità.