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Fairplay-at-home: nuova campagna del Comitato per le pari opportunità

Per una più equa distribuzione del lavoro domestico e di cura.

Il Comitato provinciale per le pari opportunità continua la sua opera di sensibilizzazione (e sappiamo quanto ce ne sia bisogno) per incentivare la condivisione dei lavori domestici e di cura, che a tutt'oggi rimangono di quasi esclusiva pertinenza femminile. Questo vale soprattutto per l' Italia, paese in cui la quantità di ore dedicate dalle donne alle attività casalinghe o di accudimento è sconfortantemente alta rispetto a quella degli uomini.
Verrà anche distribuito un opuscolo con questionari e consigli utili.

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29/8/2003
Questo è il testo della conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione "Fairplay-at-home" del giorno 04.09.2003


Con l’opuscolo “Fairplay-at-home” si dimostra come fare per ripartire in modo più equo il lavoro retribuito e non retribuito tra donna e uomo. In base ad un questionario le coppie dovrebbero essere stimolate a discutere insieme su come ripartire i lavori di casa, su come trovare il giusto equilibrio e su come concretizzare nella pratica i buoni propositi.

La conciliabilità tra professione e famiglia rappresenta un punto cruciale quando si tratta di realizzare la parità effettiva tra i sessi nella vita professionale.
Oltre al lavoro professionale le donne svolgono anche una quantità di lavori domestici e di lavori per la famiglia. Gli uomini invece continuano anche oggi a investire le loro energie prevalentemente nella vita professionale.

Se nella vita professionale si vogliono realizzare le pari opportunità per gli uomini e per le donne è necessario che anche i padri si preoccupino di conciliare professione e famiglia e si occupino maggiormente delle faccende domestiche e dell’educazione dei/lle figli/e.

Il Comitato Provinciale per le Pari Opportunità con l’iniziativa Fairplay-at-home si riallaccia alla campagna “Il 50% agli uomini” che si è svolta nel 2001. Come allora anche questa volta lo scopo di “Fairplay-at-home” è di stimolare la discussione pubblica sulla necessità di una più equa con-divisione del lavoro retribuito e del lavoro di cura tra uomini e donne.

Inoltre si invitano le/i responsabili politici a creare le condizioni per consentire di conciliare meglio il lavoro professionale con quello familiare sia per le donne che per gli uomini. Per esempio incrementando l’offerta di opportunità di accoglienza per bambini e bambine all’esterno della fa-miglia, prevedendo la parità salariale tra donne e uomini e la disponibilità delle datrici e dei datori di lavoro a offrire anche agli uomini la possibilità di lavorare compatibilmente con le esigenze della famiglia.

L’idea, l’impostazione grafica e il testo dell’opuscolo sono stati ripresi dall’ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo di Berna.


8/9/2003