Comunicato stampa del Comitato Provinciale per le Pari Opportunità tra donna e uomo
Referendum riguardo la legge sulla fecondazione assistita
13 gennaio 2005
Il Comitato Provinciale per le Pari Opportunità accoglie con piacere, che dei 5 referendum presentati sulla procreazione assistita, 4 sono stati ritenuti ammissibili da parte della Corte Costituzionale.
Con vari comunicati stampa, il Comitato Provinciale per le Pari Opportunità ha già più volte criticato la legge sulla procreazione assistita in vigore dal dicembre 2003 sostenendo inoltre la raccolta di firme per il referendum abrogativo.
Questa legge, la più restrittiva in Europa, contiene una serie di divieti moralistici che complicano la pro-creazione assistita e soprattutto non tutelano la salute delle donne. Insostenibili le disposizioni riguardo la possibilità di poter inseminare solo 3 ovuli fecondi e sul fatto che tutti gli embrioni devono essere impian-tati anche se malati.
Tutti i principi che garantiscono alle donne l’autodeterminazione sul proprio corpo sono stati gettati all’aria. Per la prima volta un embrione ottiene un esplicito diritto alla vita che viene anteposto al diritto della donna di poter decidere liberamente su una gravidanza.
Così il corpo femminile viene degradato a “macchina sforna prole” e di conseguenza viene meno il diritto sulla libertà di scelta di un’interruzione volontaria di gravidanza.
Il Comitato Provinciale per le Pari Opportunità è convinto, che alla vista di questi incombenti referendum, la legge verrà profondamente cambiata. Altrimenti resta soltanto da sperare, che la popolazione femminile partecipi in massa e in modo efficace ai referendum, modificando questa legge antifemminista, emanata da una maggioranza maschile pari al 90% del Parlamento.
LA PRESIDENTE
Dott.ssa Julia Unterberger
LA VICEPRESIDENTE
Dott.ssa Alessandra Spada