pari opportunita

Comunicato stampa del Comitato Provinciale per le Pari Opportunità tra donna e uomo

SÌ alla vita, SÌ alla dignità della donna

SÌ alla divisione tra chiesa e Stato, SÌ al referendum!

18 maggio 2005

Il Comitato Provinciale Pari Opportunità invita tutte le cittadine e tutti i cittadini ad esercitare il proprio diritto democratico andando a votare per i referendum sulla procreazione assistita.

Nel febbraio 2004 il Parlamento italiano ha approvato la legge sulla procreazione medicalmente assistita, la più restrittiva d’Europa in quanto presenta una serie di divieti e di relative pene, frutto di una rigida morale cattolica.

La procreazione assistita diventa per le donne più gravosa, aumenta il rischio di parti plurigemellari e cala notevolmente la possibilità di successo dell’ inseminazione artificiale.

La legge conferisce all’ovulo fecondato, nel cosiddetto stadio pronucleare e quindi prima della fusione dei due patrimoni genetici, una protezione eccessiva. L’ovulo fecondato viene definito embrione e ottiene addirittura lo stesso stato di diritto di una donna.

Bisogna assolutamente rifiutare la disposizione che prevede che gli ovuli fecondati non possano essere analizzati, che anche gli ovuli malati debbano essere impiantati per poi eventualmente ricorrere all’interruzione della gravidanza nel caso in cui in 15sima settimana con l’esame del liquido amniotico (amniocentesi) il feto dovesse risultare geneticamente malformato. Non è condivisibile il concetto che un ovulo fecondato goda di maggiore protezione di un feto.

Anche il quesito sulla possibilità di utilizzare ovuli o sperma di una persona esterna alla coppia deve essere una decisione di ogni singola coppia, non dello Stato, così come già avviene in molti altri Paesi.

In riferimento alla cosiddetta ricerca sulle cellule staminali embrionali si vuol far presente che è messa in discussione solamente la domanda se distruggere i restanti ovuli fecondati o se invece utilizzarli per la ricerca scientifica al fine di scoprire nuove terapie da applicare a malattie come il Parkinson, Alzheimer ecc.

La produzione di cellule staminali allo scopo di ricerca è e resta in ogni caso vietata.

Anche per questo quesito bisogna sottolineare il punto di vista femminile: l’utilizzo di ovuli fecondati già comunque esistenti potrà almeno in parte combattere questa già iniziata nuova forma di sfruttamento di donne di Paesi più poveri costrette a donare i propri ovuli.

Il Comitato Provinciale Pari Opportunità consiglia perciò di partecipare al Referendum e di votare quattro volte SÌ.

Inoltre vogliamo informare che attraverso il referendum questa legge verrà solo modificata. Una serie di divieti giusti e importanti resteranno comunque validi.

LA PRESIDENTE
Dott.ssa Julia Unterberger

LA VICEPRESIDENTE
Dott.ssa Alessandra Spada