Ue: donne traino occupazione ma ancora alto divario con uomini
Sono il traino della crescita dell’occupazione in Europa, ma lo svantaggio rispetto agli uomini nel mercato del lavoro è ancora troppo. E, nonostante siano mediamente più istruite, continuano a guadagnare meno. Questa la fotografia delle donne nel mondo del lavoro scattata da un rapporto diffuso dalla Commissione europea, che sarà trasmesso agli Stati membri in occasione del summit di primavera dell’8 e 9 marzo.
“La nostra strategia per la crescita e l’occupazione - ha commentato il commissario europeo per l’Occupazione e le Pari opportunità, Vladimir Spidla - ha permesso di creare più posti per le donne nell’Unione europea. Ma le sfide tuttora esistenti, come il divario salariale, la discriminazione di
genere nel mercato del lavoro e la
conciliazione tra professione e famiglia, ci dicono che abbiamo ancora della strada da fare per far sì che anche quella femminile sia un’occupazione ‘migliore’. In generale, nonostante il loro migliore livello di istruzione, le carriere delle donne sono più corte, più lente e meno pagate. E’ chiaro - ha concluso - che dobbiamo fare di più per utilizzare pienamente il potenziale produttivo della forza lavoro”.
Ai progressi in termini quantitativi dell’occupazione femminile, sottolinea il rapporto della Commissione, non hanno corrisposto passi avanti sul piano qualitativo. Da un lato, infatti, oltre 7,5 dei 12 milioni di nuovi posti creati nell’Unione europea dal 2000 sono stati occupati da donne. Il tasso di occupazione femminile ora ha raggiunto il 57,2%, vale a dire 3,5 punti in più rispetto al 2000, contro l’incremento di meno di un punto registrato dal tasso maschile nello stesso periodo. Progressi maggiori per le donne anche tra gli over 55, con un tasso di occupazione femminile pari al 34,8% (7,4% in più rispetto al 2000). Ma, dall’altro, lato, sono molte ancora le criticità nella qualità del lavoro delle donne. Se rappresentano il 59% dei laureati e hanno un migliore livello di istruzione, tuttavia le donne hanno un tasso di occupazione di 14,4 punti inferiore a quello maschile e guadagnano in media il 15% in meno rispetto agli uomini.
Le donne, poi, hanno molte più difficoltà a raggiungere posizioni di rilievo. Per esempio, le manager nelle società sono solo il 33%. Per non parlare del problema della
conciliazione tra lavoro e famiglia: il tasso di occupazione tra le donne con un bambino piccolo è pari al 62,4% contro il 91,4% dei papà e, tra le lavoratrici, è molto più alto il ricorso al part time (32,9% contro il 7,7% degli uomini).
Per la Commissione europea, quindi, devono essere fatti maggiori sforzi non solo per aumentare ma anche per migliorare l’occupazione. La creazione di più posti di lavoro, infatti, deve andare di pari passo con il miglioramento della qualità dell’occupazione. Un lavoro di qualità permette di sfruttare pienamente il potenziale produttivo dei lavoratori, si osserva, e contribuisce a migliorare la qualità della vita nell’intera società. L’uguaglianza tra donne e uomini, dunque, è una componente qualitativa essenziale del lavoro. Per questo, particolare attenzione, secondo Bruxelles, deve essere rivolta a migliorare la quantità e qualità anche dei servizi che permettono di conciliare lavoro e famiglia. Così come è fondamentale liberarsi degli stereotipi, per promuovere l’eguaglianza tra donne e uomini, che continuano a influenzare la scelta del percorso di formazione, dell’occupazione e la rappresentanza in posizioni decisionali, oltre alla partecipazione al lavoro domestico.
Fonte: www.labitalia.com
30/1/2008