pari opportunita

Comunicato stampa del Comitato Provinciale Pari Opportunità tra donna e uomo

29.07.2008

Assegni sociali – Casalinghe svantaggiate



Il Comitato Provinciale per le pari opportunità critica la modifica che il Parlamento italiano sta elaborando nell’ambito delle prestazioni socio-assistenziali.

Secondo la modifica in programma, gli assegni sociali saranno pagati solo a chi può provare un versamento contributivo ininterrotto di almeno 10 anni, cioè a coloro che hanno svolto attività lavorativa remunerata per almeno 10 anni. Si tratta di condizioni che soprattutto le casalinghe, che svolgono lavoro in famiglia non retribuito, non riescono a realizzare. La posizione della casalinga, allo stato attuale del diritto, è tutt’altro che rosea: vive in condizione di totale dipendenza economica rispetto al marito, non ha alcuna pretesa giuridicamente tutelata ad una parte del reddito da lavoro del marito (come, invece, in altri Paesi), è priva di diritto alla pensione e contro eventuali assegni di mantenimento a carico del coniuge dopo una separazione si scagliano le associazioni a difesa degli uomini. Se ora viene tolto perfino l’assegno sociale per le persone non occupate, si pone l’interrogativo circa i mezzi di sostentamento per le casalinghe separate.

Questa politica mostra ancora una volta come la molto decantata madre e donna di casa venga, in realtà, trattata come la cenerentola dell’ordinamento, e che i molti inni di lode alla famiglia e al calore del nido familiare sono solo mere parole.

Rimane fermo che il lavoro casalingo, ancor sempre prestato prevalentemente da donne, non è in alcun modo remunerato.

Il Comitato provinciale fa appello a chi ha responsabilità politica ad impegnarsi contro l’abbattimento della rete sociale per le persone che non hanno svolto prestazioni lavorative ma che si sono spese lungamente nel lavoro casalingo.



La Presidente del Comitato
Julia Unterberger

La Vicepresidente
Alessandra Spada