Comunicato stampa del Comitato Provinciale per le Pari Opportunità tra donna e uomo
25 settembre 2008
Modifica del diritto al cognome
Il Comitato Provinciale per le Pari Opportunità accoglie con favore l’ordinanza della Cassazione che ha stabilito incompatibile con la normativa Ue la regolamentazione vigente in Italia riguardo il diritto al cognome.
Secondo la legge attuale, col matrimonio la moglie deve aggiungere al suo, il cognome del marito. Dopo un eventuale divorzio, la donna lo perde. Anche se non regolamentato, i figli legittimi ricevono sempre il cognome del padre, mentre, nel caso di figli naturali, le cose cambiano, a seconda di quale genitore ha, per primo, proceduto al riconoscimento del figlio o della figlia: se entrambi i genitori riconoscono contemporaneamente il figlio/a, avrà il cognome del padre.
Sia nel caso di figli legittimi come in quello di figli naturali - come sempre - emerge chiaramente la posizione di supremazia dell’uomo. Accanto a tutte le insufficienze che mostra questa regolamentazione ancora in vigore, si tratta di una evidente discriminazione nei confronti delle donne.
Il nome è, notoriamente, una componente importante di formazione della propria identità. Ecco perché ciascuno, anche in caso di matrimonio, dovrebbe poter conservare il proprio nome e decidere sul nome dei figli, come è già possibile nella maggioranza degli Stati europei. E’ tempo, allora, che questo residuo del patriarcato sia eliminato!
a Presidente del Comitato
DDott.ssa Julia Unterberger
La Vicepresidente del Comitato
Dott.ssa Alessandra Spada