Merano, 26 novembre 2009
APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE DI MERANO LA CARTA EUROPEA PER L’UGUAGLIANZA TRA DONNE E UOMINI NELLA VITA LOCALE E REGIONALE
All’unanimità il Consiglio comunale di Merano ha ratificato ieri - primo in Provincia, anzi in Regione - la Carta Europea per l’uguaglianza tra donne e uomini nella vita locale e regionale. Nell’ambito di una cerimonia solenne è stato così compiuto un passo importante verso una città “a misura di donne e di uomini”, una città in cui ogni persona, donna o uomo che sia, abbia uguali diritti e uguali possibilità di realizzazione.
L’importanza della firma del sindaco Januth sul documento di adesione è stata volutamente accentuata dal giorno in cui è stata apposta, ossia il 25 novembre, la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Alla solennità del momento ha inoltre contribuito la presenza in aula di Maria Teresa Coppo Gavazzi, già eurodeputata e attuale consigliera di parità della Regione Lombardia e vicepresidente dell’AICCRE, la sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE).
Ma ciò che ha reso particolarmente qualificante e prezioso l’intervento della dott.ssa Coppo Gavazzi - forte di un’esperienza più che ventennale sul fronte delle pari opportunità - è stato il suo coinvolgimento diretto nella lunga fase di gestazione della Carta, alla stesura della quale hanno partecipato rappresentanti di tutti i Paesi europei. La relatrice è riuscita, così, a rendere la Carta uno strumento vivo e praticabile, descrivendone con toni appassionati le finalità principali e illustrandone le ripercussioni concrete e positive sulla vita della comunità cittadina.
Al dibattito hanno contribuito le assessore promotrici, Heidi Siebenförcher e Vanda Carbone e la presidente della Commissione consiliare per le pari opportunità Antonella Costanzo. Le relatrici hanno fra l’altro delineato l’impegno passato e presente del Comune di Merano in materia di pari opportunità e di
azioni positive, ricordando l’impegno appassionato di molte donne e consigliere e sottolineando fra l’altro che la nostra città vanta, per citare solo qualche esempio, una Casa delle donne, un prestigioso Museo della donna, un Taxi rosa. In qualità di datore di lavoro il Comune di Merano ha inoltre già dimostrato particolare sensibilità nei confronti dei temi oggetto della Carta europea, nominando al suo interno un Comitato per le pari opportunità (composto da sei dipendenti comunali) che ha funzioni consultive e propositive in materia di pari opportunità e che anche in relazione alla ratifica della Carta europea ha avuto un ruolo importante di preparazione e organizzazione.
La Carta europea per l'uguaglianza di donne e uomini nella vita locale e regionale è stata approvata nel 2005 dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE) con il sostegno della Commissione europea. Da allora numerosissime regioni e comuni europei vi hanno aderito, dotandosi così di uno strumento destinato ad essere utilizzato concretamente per far progredire l'uguaglianza tra donne e uomini. In Italia l’adesione è buona e Merano, come già sottolineato, può vantare il ruolo di “apripista” in Regione.
Il CCRE, preso atto che persistono tuttora nella nostra società disuguaglianze politiche, economiche, sociali e culturali tra le donne e gli uomini e che tali disuguaglianze vanno eliminate in società che vogliono definirsi progredite e civili, ha ritenuto che gli enti locali siano gli ambiti di governo più vicini ai cittadini e alle cittadine e in quanto tali possano incidere in modo efficace sulla qualità della vita degli stessi. Coppo Gavazzi ha richiamato l’attenzione proprio su questo aspetto, spiegando come una politica “dei piccoli passi”, graduale e pragmatica, sia la più efficace per incidere positivamente sulla vita della collettività, favorendo quel cambiamento culturale senza il quale è impossibile aspirare ad una vera uguaglianza.
Affinché la sottoscrizione non resti un mero atto formale, ma divenga utile e incisivo strumento di crescita della comunità cittadina, è dunque. indispensabile l’appoggio e la condivisione dei partner sociali, dei sindacati, delle associazioni, dell’economia.
Dopo la ratifica in Consiglio comunale, l’iter prevede che entro un massimo di due anni l’ente firmatario elabori e approvi un Piano d’azione per l’uguaglianza, impegnandosi ovviamente ad applicarlo. È la fase operativa, che rappresenta la prossima sfida per l’Amministrazione, chiamata ora ad elaborare il Piano creando una rete di sinergie più ampia possibile e favorendo la più ampia condivisione delle finalità.
1/12/2009